E’
E’ il luogo sbagliato
la vita sbagliata
la rosa
è dei fruscianti vermi.
Io e la mia gamba infelice
amavamo le pietre
e l’inverno
lo striato ghiaccio
il volo cieco
te.
Attorno al tallone
si accatastano ombre
occhi enormi
e sbarre.
Che senso ha
indovinarne l’anima.
Senza titolo
Come posso sapere della tua fame
sei cosi estroflesso nella tua ansia
e le viscere contratte non te le perdono.
Sottilmente separato
il mondo tace
si trucca da prete e sulle canoniche pulite
vi disegna hall d’albergo.
Lucida il pomo d’ottone
il prezioso uovo
troneggia diritto
guarda
a centinaia di chilometri
lontano.
Se trovassi una distesa
uno specchio mobile sul quale indugiare
mi farei strappare tutte le ragnatele
a prezzo modico.
L’eros
L’amore può essere un danno definitivo
se ti unisci a me
per le corolla del mio fiore rosso
o per la porta di Babilonia
La scorza del tuo grinzoso albero
ha regole precise
che non voglio ricordare solo per piacere
per piacerti.
Toccarti le foglie
è una dolce operazione
è cibo che genera angeli
angeli che legano.
E’ uno dei sogni di Dio.
Nelle mie note
il meccanismo è puro
puro come lo smarrimento
un perfetto ingranaggio celeste.
Ma tu lo sai. Lo sai.
Ballata quotidiana
Bambina vestita di trina
il raggio di sole ti potrà perforare?
La pietra nutrice
ha un perno nel petto
gira
spreme il rosso mirtillo.
(Lenta l’operazione
e nessuna benedizione.)
Bambina vestita di brina
il raggio di sole ti potrà perforare?
Gira la rupe
spezza il granello
la farina volteggia
come un nastro bello.
(Lenta l’operazione
e nessuna benedizione.)
Bambina vestita di trina
il raggio di sole ti potrà perforare?
Una donna, dalla propria tazza
succhiava fino in fondo
la sua ultima lacrima.
(Una lacrima succhiavo
ieri notte)
Non aveva dovuto figurarsi
sgorbio di riflesso
nella notte.
Lei quella notte era perfetta.
La lampada
impiantata nel cuore
corteggiava la falena lunare
come una puttana triste.
Il cielo deserto era spezzato di stelle
l’onda cullava l’amo invitante
i sogni
pesci volanti appena abbozzati.
(Una lacrima succhiavo
ieri notte)
Un conteggio tristemente ricorrente
Il rospo
Dovresti ondeggiare più graziosamente
e sorridermi.
Con purezza ingannerai il mondo.
Lo diceva il rospo nel fango
mentre l’occhio del suo alto fallo
mi osservava tra i sassi.
Io non ne tenni conto
così scattò verso ninfee più clamorose
deluso dalla mia postura.
Basteranno dieci unghie affilate
e due occhi di lumaca
per pareggiare il conto?
Mi sono seduta
a plasmare la pace ma
mancano le stelle
e quella sua piccola stupidità spinosa.
Il piccolo grumo di fango
non è fatto per sognare.
Divertissmant subliminale
Sette linee d’inchiostro
sette segnavano la carta azzurra
e nove bianche vele s’innestavano
col pennino di ferro
sui sei scafi abbandonati sulla spiaggia.
Il sole
era uno zero di zafferano incandescente
col quale non si poteva discorrere.
Nessun cavalluccio marino
nelle nove grandi onde rotonde
galoppa verso quelle cinque isole isolate
in cerca di liberà.
Le otto piccole polene rosicchiate dai granchi
tentavano fughe fantastiche
ma prigioniere del legno
annegavano in quel mare d’alga.
Alla ricerca sei conchiglie semi-aperte
un piccolo nano nero
affondava nella fredda poltiglia fangosa
tutta la tristezza di un’esistenza sprecata
Goccia dopo goccia
Per molto tempo
l’ultima cosa che ho pianto
era per finzione poetica.
Tra due virgole
l’amore era un immenso cervello ripiegato
un arcolaio concettuale
ciclico
e rassicurante.
Mi sono imbevuta e ho bevuto
sfingi e violini
gli antichi tagli vibravano e pulsavano
come musica jazz.
Buio dopo buio
questa mia voce si è consumata
piccola candela.
La vedo scigliersi
goccia dopo goccia
irregolare.
l’Allocco
C’e un Allocco che ogni notte è qui
è qui ogni notte a mezzanotte
- la sua incuria è proverbiale-
proverbiale
come quella di un uomo.
Dategli una femmina
una femmina col ventre ondulato
un soffice nido di gioie
- fiore bianco da sfogliare.-
Conduceteli sul campo parlante
vi farà scivolare l’artiglio affilato
affilato e fecondo come la spiga di grano.
Il suo canto modulato
la spaccherà come il legno
e come il legno brucerà e crepiterà di lato
- scintille per un piccolo Dio.-
C’e un Allocco qui ogni mattina
ogni mattina infligge amore
con l’artiglio adorato.
Adorato
come la mano di un uomo.
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