Goccia dopo goccia
Per molto tempo
l’ultima cosa che ho pianto
era per finzione poetica.
Tra due virgole
l’amore era un immenso cervello ripiegato
un arcolaio concettuale
ciclico
e rassicurante.
Mi sono imbevuta e ho bevuto
sfingi e violini
gli antichi tagli vibravano e pulsavano
come musica jazz.
Buio dopo buio
questa mia voce si è consumata
piccola candela.
La vedo scigliersi
goccia dopo goccia
irregolare.
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