
Che l’inadeguatezza abbia termine nel silenzio
(o ingozzata da stupide lacrime )
e le nocciole degli occhi
siano il cibo per l’indifferente
affinché ingrassi l’aureola
della sua falsa santità

…nell’errore della verità,
per quella che sono o per quello che non sei,
con le cicatrici morbide di pianto
e gli occhi accecati
immensamente lontana,
punto invisibile.

Mentre stava ancora accadendo
era già tutto finito.
Il silenzio cola
su uno spazio sempre più ampio
Forse domani…
si, domani mi dirai qualcosa.

Il sogno sfugge alla rosa sognante,
due pietre e un solco profondo
dentro uno scuro d’acqua
e quella sua delicatezza sfilacciata stinge
stretta
dal nero boccale di terra.

La grigia ala dell’angelo
è cibo per la luna.
Il silenzio
veglia l’ombra che la erode.
Nella crepa della bocca
sboccia il giallo d’un lichene.