L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


CrisEva e GiusAdamo nel paradiso terrestre

Pubblicato su scrittura di cristina sul Ottobre 31, 2009

Mi sono sempre meravigliata come il genere umano, formato da entità diverse -maschili femminili,  possa racchiudere mondi tanto diversi e dissimili tra loro.
I maschi sono logici, freddi, padroni delle loro azioni, concentrati nello sviluppo del SE attraverso il lavoro o il successo. Le femmine invece, più soggette a sbalzi chimico-umorali-ormonali, spesso insicure, abbisognose di un soggetto-padre-custode-sostegno sul quale aviticciarsi. Donna edera, donna di carne, sola, castrata-castrante facilmente infelice, rabbiosa  e in perenne conflitto emotivo col suo traliccio-uomo-padre
Ho esagerato? si un pochino ma…mica tanto!
Comunque questa è la buffa storia di un traliccio-uomo-albero di nome Gius’Adamo e di una Cris’Eva incontrata per caso in un giorno di primavera.
Gius’Adamo è prima di tutto un ominide. Forte, anche se tarchiatello; pelato alquanto e sempre deciso su tutto : insomma, un tipetto intellettualmente attraente. Coltiva con straordinario successo, un fazzoletto di terra residuo dell’ex paradiso terrestre  dal “papocchio….” col serpente.
Essendo un tipo tosto, (Cris’Eva lo definirebbe “zuccone” leggermente cafone , terribilmente saputello e pure un tantinello maleducato) per sopravvivere alla valanga di emozioni che si porta appresso in quento essere spirituale ( come ripeteva sempre Dio:  mia immagine e somiglianza-a-a-a-a-a) prima ha eliminato ogni traccia di umanità, poi si è buttato cuore (?) ed anima(?) nella coltivazione intensiva di mele perfettamente quadrate ( ne controlla gli angoli tutti i giorni: l’imperfezione non è ammessa!) con risultati stupefacenti.Come avrete capito, Gius’Adamo è un tipetto quadrato, perfettino, razionale; tutto sommato…scialbo. Ma deve necessariamente avere tutto sotto controllo o gli viene l’asma bronchiale, la bronchite catarrale, la colite acuta, l’infarto al ventricolo sinistro del miocardio destro e via discorrendo.
Comunque, ora e’ stanco di quella perfetta e spigolosa solitudine; eppoi, avendo a disposizione molti  frutti pertefettamente quadrati ma poca fame, ha deciso che è arrivato il momento di dividere quell’angoloso ben-di-Dio con un altro essere, possibilmente pensante, possibilmente di sesso diverso.
-Bhe, di Cris’Eve è pieno il mondo- pensa sfregandosi le mani grassocce e callose dalle lunghe unghie da toporagno.
Il paradiso terrestre si sa’ è grande, lussureggiante, caldo come una torta appena fatta; pure pieno di tentazioni, ma questo Adamo è un soggetto pigro, molto pigro. Meglio aspettare seduto e rilassato in posizione yogi  all’ombra di un perfetto e sferico baobab, ma dalle foglie ri-go-ro-sa-men-te triangolari.
Passano i giorni, passano i mesi, e infine passano pure gli anni. Molte Cris’Eve sono passate…ma proprio tante, ma… ma.. una era troppo intelligente, l’altra troppo scema, una troppo alta, tre troppo secche, sei troppo more o poco bionde, due insipide e parlavano troppo: impossibile andarci d’accordo!
Poi un giorno, in-sul-far-della-sera, direbbe il Manzoni, una bassetta, biondina e timidoccia sagoma femminile si materializza davanti alla sua porta.
-Toc-toc  eppermesso? scusi lei è un Gius’Adamo… vero? Io sono una Cris’Eva e mi sono persa. Sa dirmi dove mi trovo perpiacere?
L’ominide improvvisamente ha un sobbalzo; dalla posizione del loto stupisce rovinosamente a terra (ovviamente su un pavimento di terra battuta lucidato a specchio)
EccolaLaCris’Evachecercavooooooooooooo:il suo microcervello elabora stupefatto.
Che ci vuole a conquistarla-rimugina-la piglio per i capelli, la trascino sotto il baobab panzuto e via! Due sberle e il corteggiamento è bello che concluso – pensa semi arrapato mentre l’unica foglia di fico che indossa si nuove su e giu’ incontrollata. Mica facile: come convincere una Cris’Eva a farsi acchiappare e….o anche solo dargli retta?
Infondo bello non è, aitante neppure. Poi un’idea lo infiamma come un cerino per pipa.
Un regalo. Un premio a quella Lei così gentile, obbediente, mite, arrendevole, curiosa (almeno a prima vista) ma…soprattutto inetta, che sta cercando.Cosi balbetta due stupidate degne del serpente e, con sorriso ebete, sgranado gli occhioni neri semi-nascosti dietro due spessi tappi di bottiglia, spara la sua cazzata più grande:
-Tieni – le dice rubinazzo ( infondo e’ un Gius’Adamo timidiccio)- Questo mio frutto è un regalo per te; te lo regalo!  fanne ciò che vuoi-
Da brava Cris’Eva-edera, lei accetta come una bambina golosa. E’cosi’orgogliosa che quel contadino-traliccio così ….cosi’…piccino? la ritenga degna di ricevere una parte di quel SE cosi’ grande: il frutto del suo lavoro!. Dapprima con prudenza annusa, poi tocca, sfiora, poi si decide e affonda un morso, poi un altro. Il sapore è ottimo. Per la prima volta  qualcuno le regala qualche cosa senza pretendere nulla in cambio. Giunta a metà scorge Gius’Adamo osservarla basito: Orrore & abominio, questa Cris’Eva è come tutte  le altre! si pasce del frutto del suo lavoro, e pure con gusto, cribbio!
Con  fulmineo quanto inaspettato colpo di mano, ZAP! si riprende il torsolo.
Scema di una Cris’Eva, come hai fatto a non capire: il frutto non era edibile  ma  solamente ammirabile. Lei lo doveva lustrare, esibire, difendere dagli insettucci golosi, dalla altre Eve …ma  mai e poi mai cibarsene!
Come vedete, uomini e donne hanno diversi strati nei quali impantanare la poca comprensione del  mondo, di se stessi  e dello spazio che condividono.
Al colmo dello stress, la nostra sciocca protagonista da prima stupisce, poi si arrabbia, alla fine esplode. Come la gran parte delle consorelle disprezza l’inutile violenza fisica (sopratutto non essendo in grado di esibirsi in performance da ring per via dell’esile fisico) così opta per un semplice sfogo teatral-emotiovo.Inizia a piangere a fontanella.
Bada bene, aprire le cataratte non per generare la tenerezza, la  pena o il  rincoglionimento dell’intelettual-traliccio dall’ego mastodontico, ma semplicemente come manifestazione di impotenza verso quella forma di ingiustizia o fraintendimento palesi (meglio piangere che menarlo…giusto?)
A questo punto, il becero coltivatore mosso a pietà-tenerezza-senso di protezionedi- colpa- rimembranza -materna ecc , cambia atteggiamento e pontifica fischiettando: -Tieni cara, prenditi quest’altra melina. Mangiala, mangiala, è buona, ma non ingioiarla: non è mica tua !. E’ diversa dall’altra, ma pur sempre mela è. Attendi solamente qualche giorno affinché maturi ancora un po’.
La mettiamo qui al sole, va’: diventerà perfetta!
Cris’Eva a questo punto è spiazzata. Come si fa’ a tenere in bocca qualche cosa senza mangiarla??. La mente le frulla come il mulino a vento della Disney mentre ricorda una massima popolare che avverte “il contadino, ha le scarpe grosse …ma cervello fino… “.
Passano i gioni e passano i mesi, e pure gli anni;  smagrita a dismisura la nostra Cris’Eva non ne puo’ più di quell’essere, raggruppa le sue 4 cose mandando a fc Gius’Adamo e tutta quella sua paranoica prigione di perfezione. Raggiunge il primo dinosauro-porto, piglia un triceratopo volante… direzione Ibiza: finalmente è libera!

Come disse J.Donne: La nostra pace, il denaro, l’onore e il nostro giorno, questo noi pagheremo, per questa vana ombra di una bolla d’aria?
Ogni riferimento a fatti o persone reali, è assolutamente casuale

2 Risposte a 'CrisEva e GiusAdamo nel paradiso terrestre'

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  1. Che tragedia quest’inesorabile tentare di trovare qualcuno che ci ami e che si lasci amare. E’ sempre terribilmente doloroso.

  2. cristina detto,

    terribilmente dolorso ma, sopratutto, inutile…hai ragione


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