i narcisi
Ho veduto i narcisi fiammeggiare
e la saliva delle api era assai buona per loro.
Ogni sforzo ondulava in verde-azzurra
obbedienza
nel sopportare quelle materne costrizioni.
L’esiliato bene è un arcobaleno che torna
di tanto in tanto
ma ha vita breve quando abbandona
il suo colorato bagaglio tra le mie
braccia di polvere.
I cretini misteri
Ho visto disfarsi il chiarore
in promessi pestaggi
e l’inverno fiorire
tra le nostre cosce.
Assaggiando la vita,
nei ricordi più veri
eiaculalavi cretini misteri
in brocche di foglia.
Rigido in più punti,
ammucchiato sul bordo
ruminavi odio con salive e fieli
mentre una lumaca azzurra,
si succhiava tutto il mio sangue.
Rimpolpato d’odio
ti abbandono
all’ombra del tuo cipresso.
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raccolta poetica
raccolta poetica
diario del 8 febbraio
Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole
d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo
collo scuro e queste mani
come rondini in nidi caldi
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.
Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute
piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa felicità
che condividiamo da sempre
col vento.
l’ostrica
Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa
sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga
grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.
Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti
verso l’azzurro seme del mare.
Diario del 16 gennaio
Tutte le dolcezze sono delle tue mani;
calde
soffici mani che tra le mie
tornano riavvolte.
Mani nostre,
mani mie e tue, sfinite
tra una luce che accesa affama
le ombre
di un si , che è un si
immobile e colmo di dolcezza
da cuore a cuore
l’amore dei miei occhi
migra
nei tuoi occhi
-neri d’inchiostro – che come serpi
sempre si agitano
tra queste mie morbide sponde.
Diario del 7 gennaio
Non cancellarmi come il vapore
sui vetri gelati
d’inverno;
il tuo respiro,
ancora vive
nel caldo nei miei polmoni.
In questa nebbia che barcolla
fiaccola d’oro
è il lampione di strada,
…e quel il filo di fumo
dalla tua narice alla mia mano
è come una lunga, grigia carezza riccia
che vorrei fosse solo mia,
per sempe, evanescenza.
Diario del 2 gennaio
Spazio emerso di perla
e abissi d’acque,
a passare sopra i lievi battiti
di ciglia
che il tempo ha scomposto
e si,
l’ arpione di desiderio che vivo
e adoro richiama nutrimento al
cuore -struggente dolcezza-
come il veleggiare sicuro
il tuo
con la carezza che mi ama
dagli occhi fin sulla la lingua
e oltre, dove sfiorando ogni
lacrima ha sostato
consumando e sbiciolando
pani d’ansie e paure
tu
buono e vivo- il più amato-
e stretto fra queste dita flessuose, le mie
parole a benedire
questi gesti più ricchi e preziosi
di mille scrigni.
Sesto canto di dicembre
Dolce come un’ecatombe
un fiore che portava colore
amore
come un nettare di sangue
dimentico le ali scarne di polline e d’azzurro
terso
perdo la pelle sottile palpebra
secca pozza senza sole senza vento,
secca
la memoria lacrimosa si allontana
dalla bianca mattonella sporca
macchia.
Fu d’inverno che successe?
come gira il compasso cuore
amore
come bela la neve e balla…e balla
che appena disciolta ci tocca appena
e stringo e stringimi
la mano che morbida assenza sboccia
di gioia
e d’aria buona tra le labbra ,
dolce amaro amore
che tra le dita si macchia
amore.
Quinto canto di dicembre
Tu chiaro preciso unico
rossa è la tua ragione.
Io sola,
inclinata sull’orlo
spenta gola di fiato e sangue
affondo
e di me non resta che miniatura impura.
Quarto canto di dicembre
Avere forma esatta, precisa
occorreva.
Perdere e ricominciare
per una giusta misura,
per una cosa ben fatta
per non avere più paura,
la tua pelle ora è nella mia
dolce come neve.
Nuda nei fianchi e nel cuore
il mio bene è canestro
per ogni tua caduta
Virgola la luna
scimmiottando l’onda,
spruzza di verde marino
tutto il buio che resta.
Terzo canto di dicembre

I nodi di rame
sciogli
mentre cammini sopra
foreste di fili
e lo scintillio è lo stesso del sole.
Secondo canto di dicembre
Mi porterai via le parole non dette
e il bordo traslucido della tua immagine:
la speranza sarà la retta
che più non ci percorre.
Tu sai compiere magie e incanti
ma dall’altro lato della luna.
Io solo piangere a memoria,
come un organetto seducente.
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