L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


I fiori

Pubblicato su fiori, la morte, poesie di cristina sul Ottobre 19, 2009

I fiori cadono dall’alto
come rosse macchie ancora vive.

Ben recapitata la rabbia
si mescola ai fondi dell’inesperienza

e le risposte accanite,
si torcono nella miseria.

Una solitudine pura e dura urla l’addio
dalla tromba delle scale.

Questa luce perfetta smorza ogni gioia
di una visione viva e vera,
con labbra molli risucchia tutti i purgatori.

La riconoscenza cristallizzata tra le rocce
legando l’agnello ad un groviglio di vene,
sfrigola ad ogni abbraccio.

L’umiltà è un fiore di antica viltà
la sua luce, un eterno paragone.

i narcisi

Pubblicato su amore, arte, fiori, pensieri, scrittura di cristina sul Ottobre 19, 2009

Ho veduto i narcisi fiammeggiare
e la saliva delle api era assai buona per loro.

Ogni sforzo ondulava in verde-azzurra
obbedienza
nel sopportare quelle materne costrizioni.

L’esiliato bene è un arcobaleno che torna
di tanto in tanto
ma ha vita breve quando abbandona

il suo colorato bagaglio tra le mie
braccia di polvere.

rosa straccia



Il sogno sfugge alla rosa sognante,

due pietre e un solco profondo
dentro uno scuro d’acqua
e quella sua delicatezza sfilacciata stinge
stretta
dal nero boccale di terra.

Pubblicato su alla luna, amore, arte, diario, fiori, introspezione, la morte, mio, pensieri, scrittura, tristezza di cristina sul Luglio 15, 2007

Non c’è niente di più morto di questa ora
morta, che nessun inferno ha inghiottita.

 

E’ così sottile questo meccanismo malato,
sembra  puro come una vela bianca di vento

 

Non c’e dubbio né silenzio
in queste stanze  senza segni, senza graffi
,

 

dove il nulla sopravvive, le parole sono il filo
e la trama dell’addio.

 

Con una mano sulla mano, ammutolisco.

Pubblicato su arte, diario, fiori, pensieri, poesie, scrittura di cristina sul Giugno 18, 2007

Papaveri a giugno

Papaveri, cicale mute
s’agitano come torce in mezzo al grano.

Rosse labbra rugose, caste
ballano tra loro le flessuose. Baciami

baciami sembrano dire
baciami sul bordo straziato, baciami

Sanguinano sotto il sole, piccoli amanti invadenti
ogni fiore è un’anima, un’ape, un proiettile

un banchetto.
Spargono invidia come polline.

Io, che sono di carne viva
mi chiudo sul loro fiore.