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- Un attimo per me
Chi…
Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi
.
in una goccia in un granello
dentro una lacrima
perduto… chi
.
entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi
mi spegne singhiozzo o preghiera
silenziosamente.
.
Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente
.
veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore
.
veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.
diario del 14 marzo
Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.
Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa
oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.
Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere
E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____
sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle
diario del 16 febbraio
Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione
e forami gli occhi che non voglio vedere
col filo di seta
la bocca
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!
filtra la garza brezzolina il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua salata lacrima
tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre
amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione
ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.
diario del 8 febbraio
Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole
d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo
collo scuro e queste mani
come rondini in nidi caldi
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.
Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute
piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa felicità
che condividiamo da sempre
col vento.
l’ostrica
Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa
sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga
grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.
Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti
verso l’azzurro seme del mare.
***

Ti trascino per ore,
lungo è il perimetro dei miei sensi;
il tuo fiato mi ricopre come una larga foglia.
Da una crepa del petto
mi nutri le ossa, la gola, la testa.
Sull’erba del letto
poggio il gomito e gemo.
storia di normale banalità
Quando arrivai là, mi baciò subito
e quando il sole calò
volle andassi con lui perché – disse
avrei riposato su un letto come si deve.
Lo strinsi a me tutta una notte e un’altra ancora
…fu sempre cosi’ tenero e docile
Non feci nulla di cui pentirmi - lo giuro
… e proprio nulla per tenerlo con me.
mi lasciò andare permettendo m’innamorassi di lui,
fu inevitabile - credo e poi…
poi, quel che fece con me lo fece con qualcun’altra, e con un’altra ancora.
… per moltissime altre volte
Adesso non so più cos’è mio e cosa no.
Adesso non so più niente!, tranne che sto pensando
alle sue gambe legnose tra le mie
e a quella sua mano esperta sulla pelle…
ma lui non sa cos’è l’amore e non mi ascolta,
non ricorda neppure il mio nome.
sperimentando
Io non credo di avere i requisiti -no
aculei cosi puntuti per infilzarti -neppure
al massimo sgomito, graffio, impreco.
Troppo poco!
Decisamente inadatta la pena al peccatore.
Certo, se fossi una regina…(se fossi una regina,
di quelle con la corona) t’avrei già decapitato
e senza appello
ma solo dopo averti sfiancato con cento notti d’amore,
rubato il sorriso
e scoordinato la traiettoria del filo d’avorio
di quei tuoi denti perfetti, solo per capriccio,
per pura vendetta.
Bello, bellissimo
vederti perso nei miei occhi
che di tutti sono,
fuorchè di te.
gioiello
Il gioiello giallo oro
è un piccolo globo di luce splendente.
Perduto.
Il ghiaccio
non si spezza contro il silenzio
l’occhio nero non ha colpe.
Non prova dolore.
Un cuore batte dentro lo specchio-prigione
piccoli vermi
gli hanno denudano il corpo convesso.
L’oscurità è facile da insultare
l’urlo resta senza voce.
Incolpevoli voglie morte
morte come vespe
strisciano e roteano come biglie
su questo piatto vuoto.
L’eros
L’amore può essere un danno definitivo
se ti unisci a me
per le corolla del mio fiore rosso
o per la porta di Babilonia
La scorza del tuo grinzoso albero
ha regole precise
che non voglio ricordare solo per piacere
per piacerti.
Toccarti le foglie
è una dolce operazione
è cibo che genera angeli
angeli che legano.
E’ uno dei sogni di Dio.
Nelle mie note
il meccanismo è puro
puro come lo smarrimento
un perfetto ingranaggio celeste.
Ma tu lo sai. Lo sai.
dietaweb
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