L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


Pubblicato su blog di poesia, introspezione, la morte, mio, notte, poesie, poesie d'amore, scrittura, tristezza di cristina sul Novembre 18, 2009

Che cuore pulsa nella tua mano?

Tremulo è quel ciglio di bambola
nell’arabesco delle tue ginocchia

Non è il mio;
mio è quel pensare che urla
che ripiange l’ombra
l’orologio d’opale.

Mi dicevi sempre
che l’indole romantica è la gioia delle rose
non della ragione.
Nei lembi di lino geloso
il dolore riprende il suo fiato
rinasce nella la sua giusta perfezione.

Sta notte il giocattolaio morde,
è molto furbo, ineducato
è attento è attento è troppo attento.

Ricordo…mi baciava sempre
senza troppo mordere.

il limite

Pubblicato su la morte, mio di cristina sul Settembre 29, 2009

il limite è il tuo orlo
la tua unica congiunzione

e’ un  bordo di granito
in bocca alla tua morte

Se gli tendi la mano
se gli porti le tue ceneri di carne

strato su strato
con sguardo lucente

sarai libera da tutto il dolore

per sempre

Chi…

Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi

.

in una goccia in un granello
dentro una lacrima

perduto… chi

.

entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi

mi spegne singhiozzo o preghiera

silenziosamente. 

.

Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente

.

veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore

.

veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.

diario del 14 marzo

 

Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.

Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa

oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.

Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere

E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____

sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle

diario del 24 febbraio

Saresti pututo essere
l’unico
nutrimento radice
la sola linfa
dei miei pensieri.

Sarei potuta essere
fronda
fresca sotto il sole
semplice parola e foglia

cinquelobi incisi
vene e linfa verde
cuore della nostra terra.

Saremmo potuti essere
smeraldi e nidi
umidi d’amazzonia

Noi,
che più non siamo.

diario del 16 febbraio

Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione

e forami gli occhi  che non voglio vedere
col filo di seta

la bocca 
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!

filtra la garza brezzolina  il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua  salata lacrima

tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre

amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione

ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.

diario del 8 febbraio

Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole

d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo

collo scuro e queste  mani
come rondini in nidi caldi 
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.

Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute

piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa  felicità

che condividiamo da sempre
col vento.

diario del 24 gennaio

Certi uomini vivono tristi
imitazioni

-verità  le chiamano…
fedeli e  sempre uguali

non gli basta una pelle
risorta

sorridente di gloriosa accoglienza.
Dal canto mio

-stupida donna, stupida
non posseggo altra fragranza

diversa da me stessa e
i miei profumi sono ponti

troppo fragili per raggiungerli

Diario del 2 gennaio

Spazio emerso di perla
e abissi d’acque,
a passare sopra i lievi battiti
di ciglia
che il tempo ha scomposto

e si,
l’ arpione di desiderio che vivo
e adoro richiama nutrimento al
cuore -struggente dolcezza-
come il veleggiare sicuro

il tuo
con la carezza che mi ama
dagli occhi fin sulla la lingua
e oltre, dove sfiorando ogni
lacrima ha sostato
consumando e sbiciolando

pani d’ansie e paure
tu
buono e vivo- il più amato-
e stretto fra queste dita flessuose, le mie

parole a benedire
questi gesti più ricchi e preziosi
di mille scrigni.

Quarto canto di dicembre

Avere forma esatta, precisa
occorreva.

Perdere e ricominciare
per una giusta misura,
per una cosa ben fatta
per non avere più paura,

la tua pelle ora è nella mia
dolce come neve.

Nuda nei fianchi e nel cuore
il mio bene è canestro
per ogni tua caduta

Virgola la luna
scimmiottando l’onda,
spruzza di verde marino
tutto il buio che resta.

Terzo canto di dicembre

 img_8681.jpg

I nodi di rame
sciogli
mentre cammini sopra
foreste di fili

e lo scintillio è lo stesso del sole.

I cieli di dicembre

ud1.jpg

Cosa sogni tu? Nulla – dicesti -

Stringo la mia piccola dignità e mi allontano
dal tuo lungo passo.
Questa fragile fine
è un fiocco di vetro nel cielo di dicembre

***

 foglia

Ti trascino per ore,
lungo è il perimetro dei miei sensi;

il tuo fiato mi ricopre come una larga foglia.

Da una crepa del petto
mi nutri le ossa, la gola, la testa.

Sull’erba del letto
poggio il gomito e gemo.

La pelle tirata
muta l’anatomia del corpo
è  carne uccisa dal tempo

Il tuo fiato 
smista parole e parole…
ma non è amore
e sempre mi sorprende

Un mondo di ghiande
si consuma tra le foglie,

col mio ramo reciso
non ti posso trattenere.

voce




Il mucchietto di parole
sul pizzo del reggiseno strette
cucite non si trattengono
più le nutro e più mi abbandonano.

Progressione irreversibile
voce, voce senza voce
senza caldo corpo, voce
dalla trama imprevedibile
canto,
fiato che più non mi appartiene.

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