L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


L’amore ferito da 5 lame sottili ( bozza)

Pubblicato su amore, blog di poesia, introspezione, my blog, poesie d'amore, scrittura, tristezza di cristina sul Novembre 11, 2009

Mi alzavo dal letto
per contemplarlo nel sonno
strappando le vesti
a tutte le sue amiche furenti.

Contro quelle mura
appiccai mille fuochi
ma quei sogni erano cani
bestie

animali  enormi
acquattati nella neve
contavano stagioni,

rinvigorendo terrori,
costringendo il silenzio.

Lenta volava la notte;
il cielo mordeva il biancore,  il fiore
sfioriva sul bordo del suo ciuffo;

ma sorridevo, e ridevo
con una lingua di sottaceto tra i denti

asfissiando l’amore con dolore
ferita da due piccole
lame incoscenti

Chi…

Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi

.

in una goccia in un granello
dentro una lacrima

perduto… chi

.

entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi

mi spegne singhiozzo o preghiera

silenziosamente. 

.

Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente

.

veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore

.

veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.

diario del 1 aprile

Senza righe non scrivo
ma genero silenzio su silenzio.

Senza parole non vivo,
sola…
dai  baratri del petto a piombo

osservo
le panoramiche pozzanghere di lacrime
che attendono

quell’improvviso strappo
che ti libererà di me.

diario del 14 marzo

 

Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.

Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa

oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.

Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere

E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____

sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle

diario del 24 febbraio

Saresti pututo essere
l’unico
nutrimento radice
la sola linfa
dei miei pensieri.

Sarei potuta essere
fronda
fresca sotto il sole
semplice parola e foglia

cinquelobi incisi
vene e linfa verde
cuore della nostra terra.

Saremmo potuti essere
smeraldi e nidi
umidi d’amazzonia

Noi,
che più non siamo.

diario del 16 febbraio

Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione

e forami gli occhi  che non voglio vedere
col filo di seta

la bocca 
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!

filtra la garza brezzolina  il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua  salata lacrima

tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre

amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione

ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.

diario del 8 febbraio

Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole

d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo

collo scuro e queste  mani
come rondini in nidi caldi 
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.

Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute

piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa  felicità

che condividiamo da sempre
col vento.

l’ostrica

Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa

sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga

grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.

Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti

verso l’azzurro seme del mare.

diario del 24 gennaio

Certi uomini vivono tristi
imitazioni

-verità  le chiamano…
fedeli e  sempre uguali

non gli basta una pelle
risorta

sorridente di gloriosa accoglienza.
Dal canto mio

-stupida donna, stupida
non posseggo altra fragranza

diversa da me stessa e
i miei profumi sono ponti

troppo fragili per raggiungerli

diario del 11 gennaio

Sposto la visione
del mio puro occhio e

calcolo silenziosamente la misura
della tua rabbia.

Sospendo il respiro del polmone
sinistro
e il rumore che ne consegue

fa tanto male.
Perché mi ostino a chiamarti
amore?

Diario del 7 gennaio

Non cancellarmi come il vapore
sui vetri gelati
d’inverno;

il tuo respiro,
ancora vive
nel caldo nei miei polmoni.

In questa nebbia che barcolla
fiaccola d’oro
è il lampione di strada,

…e quel il filo di fumo
dalla tua narice alla mia mano
è come una lunga, grigia carezza riccia

che vorrei fosse solo mia,
per sempe, evanescenza.

Diario del 2 gennaio

Spazio emerso di perla
e abissi d’acque,
a passare sopra i lievi battiti
di ciglia
che il tempo ha scomposto

e si,
l’ arpione di desiderio che vivo
e adoro richiama nutrimento al
cuore -struggente dolcezza-
come il veleggiare sicuro

il tuo
con la carezza che mi ama
dagli occhi fin sulla la lingua
e oltre, dove sfiorando ogni
lacrima ha sostato
consumando e sbiciolando

pani d’ansie e paure
tu
buono e vivo- il più amato-
e stretto fra queste dita flessuose, le mie

parole a benedire
questi gesti più ricchi e preziosi
di mille scrigni.