L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


Pubblicato su blog di poesia, introspezione, la morte, mio, notte, poesie, poesie d'amore, scrittura, tristezza di cristina sul Novembre 18, 2009

Che cuore pulsa nella tua mano?

Tremulo è quel ciglio di bambola
nell’arabesco delle tue ginocchia

Non è il mio;
mio è quel pensare che urla
che ripiange l’ombra
l’orologio d’opale.

Mi dicevi sempre
che l’indole romantica è la gioia delle rose
non della ragione.
Nei lembi di lino geloso
il dolore riprende il suo fiato
rinasce nella la sua giusta perfezione.

Sta notte il giocattolaio morde,
è molto furbo, ineducato
è attento è attento è troppo attento.

Ricordo…mi baciava sempre
senza troppo mordere.

le mie sante briglie

Pubblicato su amore, notte, pensieri, scrittura, tu e io di cristina sul Ottobre 23, 2009

Gli porsi le mie sante briglie
di stanca bestia.

Ammaliata pregai e  accesi lumi
ma i miei terribili difetti vivevano

nelle sue benedizioni

più felici dei vermi
nel corpo della terra.

La mia volontà non  più regina
disperava
nei pomeriggi piovosi

e gli incantamenti  disuguali
non sfuggivano mai
alle sue unghie taglienti.

Ciabattando lontano, goffo e deforme
nell’ultima  violenza
storpiava sull’asfalto stupide virtù.

La morte lo chiamava molle
con due dita sporche di sudicia terra

mentre  io, di lui morivo nel vederlo morire

Il buon assaggio

Pubblicato su amore, blog di poesia, diario, introspezione, notte, poesie, poesie d'amore, tristezza di cristina sul Ottobre 16, 2009

Il frutto del buon assaggio
lentamente sfiòra.

Ecco denti del topo
intrappolare buoni destini.

Ecco posare due piccoli cuori
in rosicchiati  lettucci
di neve.

Candidi squarci
scoprono i nervi,

ma esultano gli occhi
tra allegri tornanti
di carne.

Ogni casa
ha la sua luna sopra
e un deliro di passetti
dentro la culla.

La misura è breve;
il metro, un antico midollo
dentro il suo ossso.

L’amore è un silenzioso amante,
schiamazza
solo quando ci porta la morte.

la morte del fiore

Pubblicato su amore, diario, la morte, luna, notte, scrittura di cristina sul Ottobre 15, 2009

Tutte le stelle scommisero
che il vuoto vivo
mi avrebbe ingoiata.

Era nella sua usanza,
la morte del fiore;

era nella sua danza
mostrare le misere carni
ingegnose.

Nessuna fede o ricordo
nella sudicia mente;

impiccata
al chiodo la pelle nuda bastonava
il muro.

Contro tutte quelle povere paure
la mia testa sonnecchiava
scivolando verso il fosso.

Il soldatino insonne
spietatamente spartiva
l’infinito e il confine.

Non mi esento’ mai
dal bastone o dalla bastonate.

Su poesie in versi….

Pubblicato su notte, pensieri, poesie, poesie d'amore, scrittura di cristina sul Settembre 27, 2009

il muro del silenzio

Pubblicato su amore, arte, notte, pensieri, tristezza di cristina sul Giugno 29, 2008

dedicata ad un ricordo d’amore

Pubblicato su amore, diario, introspezione, notte, pensieri, poesie, tristezza di cristina sul Giugno 29, 2008
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Ricordi tesoro, ricordi

la pioggia che scendeva ?

pareva un velo,

un mantello

Il ghiaccio

lucidava i marciapiedi

come specchi rossi.

Dai miei stivali salivano

gli abbracci

e le cioccolate calde scendevano

a pochi centimetri dal cuore.

La piccola neve volava

e io con lei,

stretta nel blu, la lana delle tue mani

era il calore della notte.

Il gelo era innocente

innocente come  le nuvole,

come il piccolo sole tra le due torri,

e noi con loro.

Il sudore dei miei sforzi

sul freddo del distacco

a cos’e servito…

Il nostro mondo è senza frutto.

Dove sei adesso con le tue ali di vetro?

raccolta poetica

variazioni 

                                           raccolta poetica

Chi…

Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi

.

in una goccia in un granello
dentro una lacrima

perduto… chi

.

entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi

mi spegne singhiozzo o preghiera

silenziosamente. 

.

Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente

.

veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore

.

veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.

diario del 14 marzo

 

Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.

Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa

oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.

Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere

E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____

sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle

diario del 16 febbraio

Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione

e forami gli occhi  che non voglio vedere
col filo di seta

la bocca 
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!

filtra la garza brezzolina  il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua  salata lacrima

tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre

amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione

ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.

Sesto canto di dicembre

Dolce come un’ecatombe
un fiore che portava colore
amore

come un nettare di sangue
dimentico le ali scarne di polline e d’azzurro
terso

perdo la pelle sottile palpebra
secca pozza senza sole senza vento,
secca

la memoria lacrimosa si allontana
dalla bianca mattonella sporca
macchia.

Fu d’inverno che successe?
come gira il compasso cuore
amore

come bela la neve e balla…e balla
che appena disciolta ci tocca appena

e stringo e stringimi
la mano che morbida assenza sboccia
di gioia

e d’aria buona tra le labbra ,
dolce amaro amore
che tra le dita si macchia

amore.

Quinto canto di dicembre

Pubblicato su amore, arte, diario, la morte, notte, pensieri, poesie, scrittura, tristezza, tu e io di cristina sul Dicembre 24, 2007
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Tu chiaro preciso unico
rossa è la tua ragione.

Io sola,
inclinata sull’orlo
spenta gola di fiato e sangue
affondo

e di me non resta che miniatura impura.

L’abbraccio

Abbraccio il tuo cuscino scavato dal capo
come fosse un ventre di piume
curva
sul quel sudore che è già ricordo.

L’altra notte le forme erano ubriache
ora, solo carta di giornale.

voce




Il mucchietto di parole
sul pizzo del reggiseno strette
cucite non si trattengono
più le nutro e più mi abbandonano.

Progressione irreversibile
voce, voce senza voce
senza caldo corpo, voce
dalla trama imprevedibile
canto,
fiato che più non mi appartiene.

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