le mie sante briglie
Gli porsi le mie sante briglie
di stanca bestia.
Ammaliata pregai e accesi lumi
ma i miei terribili difetti vivevano
nelle sue benedizioni
più felici dei vermi
nel corpo della terra.
La mia volontà non più regina
disperava
nei pomeriggi piovosi
e gli incantamenti disuguali
non sfuggivano mai
alle sue unghie taglienti.
Ciabattando lontano, goffo e deforme
nell’ultima violenza
storpiava sull’asfalto stupide virtù.
La morte lo chiamava molle
con due dita sporche di sudicia terra
mentre io, di lui morivo nel vederlo morire
i narcisi
Ho veduto i narcisi fiammeggiare
e la saliva delle api era assai buona per loro.
Ogni sforzo ondulava in verde-azzurra
obbedienza
nel sopportare quelle materne costrizioni.
L’esiliato bene è un arcobaleno che torna
di tanto in tanto
ma ha vita breve quando abbandona
il suo colorato bagaglio tra le mie
braccia di polvere.
I cretini misteri
Ho visto disfarsi il chiarore
in promessi pestaggi
e l’inverno fiorire
tra le nostre cosce.
Assaggiando la vita,
nei ricordi più veri
eiaculalavi cretini misteri
in brocche di foglia.
Rigido in più punti,
ammucchiato sul bordo
ruminavi odio con salive e fieli
mentre una lumaca azzurra,
si succhiava tutto il mio sangue.
Rimpolpato d’odio
ti abbandono
all’ombra del tuo cipresso.
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dedicata ad un ricordo d’amore
Ricordi tesoro, ricordi
la pioggia che scendeva ?
pareva un velo,
un mantello
Il ghiaccio
lucidava i marciapiedi
come specchi rossi.
Dai miei stivali salivano
gli abbracci
e le cioccolate calde scendevano
a pochi centimetri dal cuore.
La piccola neve volava
e io con lei,
stretta nel blu, la lana delle tue mani
era il calore della notte.
Il gelo era innocente
innocente come le nuvole,
come il piccolo sole tra le due torri,
e noi con loro.
Il sudore dei miei sforzi
sul freddo del distacco
a cos’e servito…
Il nostro mondo è senza frutto.
Dove sei adesso con le tue ali di vetro?
raccolta poetica
raccolta poetica
Chi…
Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi
.
in una goccia in un granello
dentro una lacrima
perduto… chi
.
entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi
mi spegne singhiozzo o preghiera
silenziosamente.
.
Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente
.
veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore
.
veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.
diario del 1 aprile
Senza righe non scrivo
ma genero silenzio su silenzio.
Senza parole non vivo,
sola…
dai baratri del petto a piombo
osservo
le panoramiche pozzanghere di lacrime
che attendono
quell’improvviso strappo
che ti libererà di me.
diario del 14 marzo
Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.
Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa
oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.
Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere
E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____
sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle
diario del 24 febbraio
Saresti pututo essere
l’unico
nutrimento radice
la sola linfa
dei miei pensieri.
Sarei potuta essere
fronda
fresca sotto il sole
semplice parola e foglia
cinquelobi incisi
vene e linfa verde
cuore della nostra terra.
Saremmo potuti essere
smeraldi e nidi
umidi d’amazzonia
Noi,
che più non siamo.
diario del 16 febbraio
Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione
e forami gli occhi che non voglio vedere
col filo di seta
la bocca
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!
filtra la garza brezzolina il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua salata lacrima
tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre
amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione
ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.
diario del 8 febbraio
Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole
d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo
collo scuro e queste mani
come rondini in nidi caldi
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.
Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute
piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa felicità
che condividiamo da sempre
col vento.
l’ostrica
Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa
sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga
grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.
Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti
verso l’azzurro seme del mare.
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