Che cuore pulsa nella tua mano?
Tremulo è quel ciglio di bambola
nell’arabesco delle tue ginocchia
Non è il mio;
mio è quel pensare che urla
che ripiange l’ombra
l’orologio d’opale.
Mi dicevi sempre
che l’indole romantica è la gioia delle rose
non della ragione.
Nei lembi di lino geloso
il dolore riprende il suo fiato
rinasce nella la sua giusta perfezione.
Sta notte il giocattolaio morde,
è molto furbo, ineducato
è attento è attento è troppo attento.
Ricordo…mi baciava sempre
senza troppo mordere.
L’amore ferito da 5 lame sottili ( bozza)
Mi alzavo dal letto
per contemplarlo nel sonno
strappando le vesti
a tutte le sue amiche furenti.
Contro quelle mura
appiccai mille fuochi
ma quei sogni erano cani
bestie
animali enormi
acquattati nella neve
contavano stagioni,
rinvigorendo terrori,
costringendo il silenzio.
Lenta volava la notte;
il cielo mordeva il biancore, il fiore
sfioriva sul bordo del suo ciuffo;
ma sorridevo, e ridevo
con una lingua di sottaceto tra i denti
asfissiando l’amore con dolore
ferita da due piccole
lame incoscenti
L’aria che respiri
Mentre passavo come alito di vento,
in bocca avida di nutrimento
scrollavi le foglie come mantelli.
Non sono stata visibile
ne udibile
forse troppo bianca,
o senza colore,
ne odore.
Dopo i tripudi, le infinite dolcezze
le memorabili attese,
in sofferenza sfinita
solitaria e senza nome
non sono che acqua
nell’aria che respiri
I cretini misteri
Ho visto disfarsi il chiarore
in promessi pestaggi
e l’inverno fiorire
tra le nostre cosce.
Assaggiando la vita,
nei ricordi più veri
eiaculalavi cretini misteri
in brocche di foglia.
Rigido in più punti,
ammucchiato sul bordo
ruminavi odio con salive e fieli
mentre una lumaca azzurra,
si succhiava tutto il mio sangue.
Rimpolpato d’odio
ti abbandono
all’ombra del tuo cipresso.
L’alchimista
E’ come la vuole, la sua fortuna
tra le unghie crespe come cortecce
e mescolando reliquie tra i cespugli.
Del pensiero non immagina la forma
tutto gli è stato concesso,
l’argilla calda, il nutrimento, la trappola incarnata.
Non c’e nulla che non abbia preso
avvolto, stracciato, buttato.
La sua prossima stella avrà un corpo differente
lontano da questo quarto di luna.
L’anima penzola dalla sua forma,
per cinque volte l’ho benedetto
per cinque volte i piedi e le ginocchia
gli ho cullato succhiando le ferite come vino.
Rulla nelle vene qualche cosa di rosso
e monta la marea come il nevischio di ghiaccio.
Questo canto di silenzio è cenere per il suo occhio
ovatta, ovatta per i mie timpani;
il cono luminoso da’ frutti d’oro
ma è lontano, troppo lontano da questa
cenere di vento.
Il buon assaggio
Il frutto del buon assaggio
lentamente sfiòra.
Ecco denti del topo
intrappolare buoni destini.
Ecco posare due piccoli cuori
in rosicchiati lettucci
di neve.
Candidi squarci
scoprono i nervi,
ma esultano gli occhi
tra allegri tornanti
di carne.
Ogni casa
ha la sua luna sopra
e un deliro di passetti
dentro la culla.
La misura è breve;
il metro, un antico midollo
dentro il suo ossso.
L’amore è un silenzioso amante,
schiamazza
solo quando ci porta la morte.
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Chi…
Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi
.
in una goccia in un granello
dentro una lacrima
perduto… chi
.
entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi
mi spegne singhiozzo o preghiera
silenziosamente.
.
Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente
.
veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore
.
veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.
diario del 1 aprile
Senza righe non scrivo
ma genero silenzio su silenzio.
Senza parole non vivo,
sola…
dai baratri del petto a piombo
osservo
le panoramiche pozzanghere di lacrime
che attendono
quell’improvviso strappo
che ti libererà di me.
diario del 14 marzo
Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.
Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa
oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.
Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere
E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____
sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle
diario del 24 febbraio
Saresti pututo essere
l’unico
nutrimento radice
la sola linfa
dei miei pensieri.
Sarei potuta essere
fronda
fresca sotto il sole
semplice parola e foglia
cinquelobi incisi
vene e linfa verde
cuore della nostra terra.
Saremmo potuti essere
smeraldi e nidi
umidi d’amazzonia
Noi,
che più non siamo.
diario del 16 febbraio
Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione
e forami gli occhi che non voglio vedere
col filo di seta
la bocca
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!
filtra la garza brezzolina il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua salata lacrima
tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre
amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione
ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.
diario del 8 febbraio
Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole
d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo
collo scuro e queste mani
come rondini in nidi caldi
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.
Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute
piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa felicità
che condividiamo da sempre
col vento.
l’ostrica
Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa
sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga
grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.
Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti
verso l’azzurro seme del mare.
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