L’avventurosa storia della Regina bianca e il poeta barbaro


Pubblicato su blog di poesia, introspezione, la morte, mio, notte, poesie, poesie d'amore, scrittura, tristezza di cristina sul Novembre 18, 2009

Che cuore pulsa nella tua mano?

Tremulo è quel ciglio di bambola
nell’arabesco delle tue ginocchia

Non è il mio;
mio è quel pensare che urla
che ripiange l’ombra
l’orologio d’opale.

Mi dicevi sempre
che l’indole romantica è la gioia delle rose
non della ragione.
Nei lembi di lino geloso
il dolore riprende il suo fiato
rinasce nella la sua giusta perfezione.

Sta notte il giocattolaio morde,
è molto furbo, ineducato
è attento è attento è troppo attento.

Ricordo…mi baciava sempre
senza troppo mordere.

Forma esatta

Pubblicato su scrittura di cristina sul Novembre 15, 2009

Scosso, riavvolse il suo se’ nel grembo

in quanto al vuoto che vi trovai,
lo riconobbi
riconoscendomi in quella forma

Ogni fessura si spalancò
mostrando tutti i suoi semi di sangue

e i denti d’avorio tra le carni scintillarono come lune.

Una cordicella stretta alla gola

e io imparai e imparai e imparai
che nel vicolo stretto

c’erano solo musiche di morte

mentre la vecchiaia  abbaiava, mi rincorreva
come un cane in cerca di padrone.

L’amore ferito da 5 lame sottili ( bozza)

Pubblicato su amore, blog di poesia, introspezione, my blog, poesie d'amore, scrittura, tristezza di cristina sul Novembre 11, 2009

Mi alzavo dal letto
per contemplarlo nel sonno
strappando le vesti
a tutte le sue amiche furenti.

Contro quelle mura
appiccai mille fuochi
ma quei sogni erano cani
bestie

animali  enormi
acquattati nella neve
contavano stagioni,

rinvigorendo terrori,
costringendo il silenzio.

Lenta volava la notte;
il cielo mordeva il biancore,  il fiore
sfioriva sul bordo del suo ciuffo;

ma sorridevo, e ridevo
con una lingua di sottaceto tra i denti

asfissiando l’amore con dolore
ferita da due piccole
lame incoscenti

Ai 3 volti del triangolo

Pubblicato su scrittura di cristina sul Novembre 10, 2009

Ci vorrebbe compassione per quelle miserie
maestre nelle sottrazioni
ambigue e incarnate in volti
una volta quieti.

Ci vorrebbe pietà
per la quella storpia scia di verità
mossa da una lurida lingua e
dalle sue immagini volgari.

Osservo la tela del triangolo
osservo le tre facce prima dell’ultima parola
e benedetto sia il mio cervello
che mi da volontà,
e benedetta sia la mia bocca
che genera ancora verità e forza.

Ora il sigillo
è opposto alla vostra carne
e vi mostra le chiavi a cui tutto torna

Sono nuova adesso
capace di qualsiasi invenzione
e non c’e nulla
nulla che non possa essere

io filo, io trama e ordito d’arcobaleno,
io arcolaio nella notte,
pugnale che incide la sua lezione

Il disgusto, il giudizio, la putrefazione
li avete ricamati addosso
posati tra le vostre cosce
nell’urina chiazzata di sangue

dove mie nocche scricchioleranno
come corteccia di salice,
dove le mie unghie feriranno come reliquie
le vostre zampe cespugliose

Ecco il mio avvertimento
ecco la mia parola prima della vostra parola,
e ancor prima di udire un vostro vagito
godrò …della vostra fine

con tutte le mie antenne

CrisEva e GiusAdamo nel paradiso terrestre

Pubblicato su scrittura di cristina sul Ottobre 31, 2009

Mi sono sempre meravigliata come il genere umano, formato da entità diverse -maschili femminili,  possa racchiudere mondi tanto diversi e dissimili tra loro.
I maschi sono logici, freddi, padroni delle loro azioni, concentrati nello sviluppo del SE attraverso il lavoro o il successo. Le femmine invece, più soggette a sbalzi chimico-umorali-ormonali, spesso insicure, abbisognose di un soggetto-padre-custode-sostegno sul quale aviticciarsi. Donna edera, donna di carne, sola, castrata-castrante facilmente infelice, rabbiosa  e in perenne conflitto emotivo col suo traliccio-uomo-padre
Ho esagerato? si un pochino ma…mica tanto!
Comunque questa è la buffa storia di un traliccio-uomo-albero di nome Gius’Adamo e di una Cris’Eva incontrata per caso in un giorno di primavera.
Gius’Adamo è prima di tutto un ominide. Forte, anche se tarchiatello; pelato alquanto e sempre deciso su tutto : insomma, un tipetto intellettualmente attraente. Coltiva con straordinario successo, un fazzoletto di terra residuo dell’ex paradiso terrestre  dal “papocchio….” col serpente.
Essendo un tipo tosto, (Cris’Eva lo definirebbe “zuccone” leggermente cafone , terribilmente saputello e pure un tantinello maleducato) per sopravvivere alla valanga di emozioni che si porta appresso in quento essere spirituale ( come ripeteva sempre Dio:  mia immagine e somiglianza-a-a-a-a-a) prima ha eliminato ogni traccia di umanità, poi si è buttato cuore (?) ed anima(?) nella coltivazione intensiva di mele perfettamente quadrate ( ne controlla gli angoli tutti i giorni: l’imperfezione non è ammessa!) con risultati stupefacenti. (continua…)

le mie sante briglie

Pubblicato su amore, notte, pensieri, scrittura, tu e io di cristina sul Ottobre 23, 2009

Gli porsi le mie sante briglie
di stanca bestia.

Ammaliata pregai e  accesi lumi
ma i miei terribili difetti vivevano

nelle sue benedizioni

più felici dei vermi
nel corpo della terra.

La mia volontà non  più regina
disperava
nei pomeriggi piovosi

e gli incantamenti  disuguali
non sfuggivano mai
alle sue unghie taglienti.

Ciabattando lontano, goffo e deforme
nell’ultima  violenza
storpiava sull’asfalto stupide virtù.

La morte lo chiamava molle
con due dita sporche di sudicia terra

mentre  io, di lui morivo nel vederlo morire

Ho servito il mio padrone…

Pubblicato su scrittura di cristina sul Ottobre 21, 2009

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

L’ho servito quando urlava e piangeva
quando picchiava il mio nome
come paglia,

d’inverno

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Ho volato dal ponte, in braccio al vento
nessuno mi ha fermata, neppure
l’odore delle mie 70 piccole ferite;
arabesco della carne ,

d’estate

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Dalle fenditure della pelle
nelle scuarciate ferite ne uscii
riavvolta,
muta, senza parola,

d’autunno

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Comodamente nascosto
ancora con l’ago mi cuce.
Comodamente col cervello
ubriaco sotto il cielo curvo
mi taglia.

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Si toglie il sangue dalle dita
si toglie pezzi di me…con una lurida spugna.

i narcisi

Pubblicato su amore, arte, fiori, pensieri, scrittura di cristina sul Ottobre 19, 2009

Ho veduto i narcisi fiammeggiare
e la saliva delle api era assai buona per loro.

Ogni sforzo ondulava in verde-azzurra
obbedienza
nel sopportare quelle materne costrizioni.

L’esiliato bene è un arcobaleno che torna
di tanto in tanto
ma ha vita breve quando abbandona

il suo colorato bagaglio tra le mie
braccia di polvere.

I casuali abbandoni

Pubblicato su amore, blog di poesia, diario, introspezione, la morte, scrittura di cristina sul Ottobre 19, 2009

Dietro i casuali abbandoni
risiedono mille attimi impazienti,
ma la  verità era pazienza, vera pazienza
in stretto lutto

Ora la luce è spenta;
il sorvegliante veglia la sua chiesa
carezzando tutte le  madonne
dagli occhi di giada

L’invisibile in faccia non guarda
ma condensa nella noia ogni goccia di sangue.

Che non sciupi la luce del suo unico occhio
tra il rosso sfiorito o in questa croce di ferro

I mendicanti come me, non sono che allucinati passeri,
attendono sulle porte delle catterdali
le ultime briciole di ostie;

hanno capito che l’amore e non il dolore,
è un’attualità insostenibile.

Dedicata ad un ricordo

Pubblicato su scrittura di cristina sul Ottobre 18, 2009

Ricordi tesoro, ricordi
la pioggia che scendeva ?
pareva un velo,
un mantello
Il ghiaccio
lucidava i marciapiedi
come specchi rossi.
Dai miei stivali salivano
gli abbracci
e le cioccolate calde scendevano
a pochi centimetri dal cuore.
La piccola neve volava
e io con lei,
stretta nel blu, la lana delle tue mani
era il calore della notte.
Il gelo era innocente
innocente come  le nuvole,
come il piccolo sole tra le due torri,
e noi con loro.
Il sudore dei miei sforzi
sul freddo del distacco
a cos’e servito…
Il nostro mondo è senza frutto.
Dove sei adesso con le tue ali di vetro?

Il corpo divino

Pubblicato su scrittura di cristina sul Ottobre 18, 2009

Respira, respira corpo divino;
l’acqua, il filo d’erba

prenditi questo filo di vene,
queste perle.
Al collo tesoro, al collo

le vorrai stringere, come una briglia
come un sogno, prenditi questo groviglio

Il tuo corpo è differente
non ammette presenza,
esplode con la variante.

Con una forca mi sovrasti
con una parola mi segni.

Brucia la candela e pur odiando
la smorfia di bronzo che indosso

aspetto inebetita
quel  tuo inutile diadema di luce

la morte del fiore

Pubblicato su amore, diario, la morte, luna, notte, scrittura di cristina sul Ottobre 15, 2009

Tutte le stelle scommisero
che il vuoto vivo
mi avrebbe ingoiata.

Era nella sua usanza,
la morte del fiore;

era nella sua danza
mostrare le misere carni
ingegnose.

Nessuna fede o ricordo
nella sudicia mente;

impiccata
al chiodo la pelle nuda bastonava
il muro.

Contro tutte quelle povere paure
la mia testa sonnecchiava
scivolando verso il fosso.

Il soldatino insonne
spietatamente spartiva
l’infinito e il confine.

Non mi esento’ mai
dal bastone o dalla bastonate.

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Pubblicato su amore, arte, l'eros, luna, pensieri, poesie d'amore, scrittura di cristina sul Ottobre 4, 2009

Su poesie in versi….

Pubblicato su notte, pensieri, poesie, poesie d'amore, scrittura di cristina sul Settembre 27, 2009

rosa-rosa

Pubblicato su scrittura di cristina sul Agosto 30, 2008



rosa-rosa

Inserito originariamente da Cristina D.

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