le mie sante briglie
Gli porsi le mie sante briglie
di stanca bestia.
Ammaliata pregai e accesi lumi
ma i miei terribili difetti vivevano
nelle sue benedizioni
più felici dei vermi
nel corpo della terra.
La mia volontà non più regina
disperava
nei pomeriggi piovosi
e gli incantamenti disuguali
non sfuggivano mai
alle sue unghie taglienti.
Ciabattando lontano, goffo e deforme
nell’ultima violenza
storpiava sull’asfalto stupide virtù.
La morte lo chiamava molle
con due dita sporche di sudicia terra
mentre io, di lui morivo nel vederlo morire
I cretini misteri
Ho visto disfarsi il chiarore
in promessi pestaggi
e l’inverno fiorire
tra le nostre cosce.
Assaggiando la vita,
nei ricordi più veri
eiaculalavi cretini misteri
in brocche di foglia.
Rigido in più punti,
ammucchiato sul bordo
ruminavi odio con salive e fieli
mentre una lumaca azzurra,
si succhiava tutto il mio sangue.
Rimpolpato d’odio
ti abbandono
all’ombra del tuo cipresso.
Chi…
Chi ti ha perso chi
prima di me ti ha perso… chi
.
in una goccia in un granello
dentro una lacrima
perduto… chi
.
entra ed esce dal mio occhio
precipitando con una luce
nel pugno…chi
mi spegne singhiozzo o preghiera
silenziosamente.
.
Veglio
il tuo volto notturno
come una macchina obbediente
.
veglio lo scarabocchio del tuo sorriso
inviolato
dal mio pensarti per ore
.
veglio e rido infelice
di freddo e nostalgia.
diario del 1 aprile
Senza righe non scrivo
ma genero silenzio su silenzio.
Senza parole non vivo,
sola…
dai baratri del petto a piombo
osservo
le panoramiche pozzanghere di lacrime
che attendono
quell’improvviso strappo
che ti libererà di me.
diario del 14 marzo
Bello è il sorriso del mio amante
spaventoso e quel suo guardarmi dopo___
dopo ogni altra cosa.
Distoglie lo sguardo
distoglie da mè, da mè
quello sgurado armonioso
che vengo dopo___dopo ogni altra cosa
oltre le nebbie, le notti stanche
oltre la vita comune__
il sole mi cancella
a lento giro.
Si sbuccia una lacrima
tre le lenzuola e un sorriso gli viene
che pare colmo___colmo di piacere
E’ un bluf …un bluf quel danzare ;
è la sua non-presenza l’immagine
che occupa il mio strazio.
Assenza, mia sola amica____
sorella
sei un cormorano dal becco lunare;
ti tuffi ogni notte, vorace
dentro una pozzanghera di stelle
diario del 16 febbraio
Amore amore cucimi il cuore
con la tua perfezione
e forami gli occhi che non voglio vedere
col filo di seta
la bocca
mano sulla corolla rossa
non sà farsi amare- zitta!
filtra la garza brezzolina il fiato
si travasa l’alito e
l’acqua salata lacrima
tu asciugami l’onda che monta
e gli urli, le isole, il sole che muore
sulle clessidre
amore amore amore
aprimi il cuore
con la tua perfezione
ferma l’onda, senza di te
mi sento morire.
diario del 8 febbraio
Le tue parole le tue parole…
le tue parole in questa notte
sono piena delle tue parole
d’amore allegro, materiale
d’amore e di cuore
le labbra che pascolano sul tuo nudo
collo scuro e queste mani
come rondini in nidi caldi
d’estate
che si arrossa e sfoglia d’azzurro
terso.
Se tu non avessi gioito
del calore del mio ventre
e delle mie parole
minute
piccole piccole ombre
come sarebbero sopravvissuti
i nostri sogni
e tutta questa felicità
che condividiamo da sempre
col vento.
l’ostrica
Digrada il chiarore
cono
di luce sull’ostrica che rosa
accesa
sbianca
e succhia, con le dita
la goccia salata dell’alga
grinza
che si tende e si leviga
al ritmo, all’onda
di marea.
Dentro due mondi, due mondi
dentro, disciolti
verso l’azzurro seme del mare.
diario del 11 gennaio
Sposto la visione
del mio puro occhio e
calcolo silenziosamente la misura
della tua rabbia.
Sospendo il respiro del polmone
sinistro
e il rumore che ne consegue
fa tanto male.
Perché mi ostino a chiamarti
amore?
Diario del 7 gennaio
Non cancellarmi come il vapore
sui vetri gelati
d’inverno;
il tuo respiro,
ancora vive
nel caldo nei miei polmoni.
In questa nebbia che barcolla
fiaccola d’oro
è il lampione di strada,
…e quel il filo di fumo
dalla tua narice alla mia mano
è come una lunga, grigia carezza riccia
che vorrei fosse solo mia,
per sempe, evanescenza.
Diario del 2 gennaio
Spazio emerso di perla
e abissi d’acque,
a passare sopra i lievi battiti
di ciglia
che il tempo ha scomposto
e si,
l’ arpione di desiderio che vivo
e adoro richiama nutrimento al
cuore -struggente dolcezza-
come il veleggiare sicuro
il tuo
con la carezza che mi ama
dagli occhi fin sulla la lingua
e oltre, dove sfiorando ogni
lacrima ha sostato
consumando e sbiciolando
pani d’ansie e paure
tu
buono e vivo- il più amato-
e stretto fra queste dita flessuose, le mie
parole a benedire
questi gesti più ricchi e preziosi
di mille scrigni.
Sesto canto di dicembre
Dolce come un’ecatombe
un fiore che portava colore
amore
come un nettare di sangue
dimentico le ali scarne di polline e d’azzurro
terso
perdo la pelle sottile palpebra
secca pozza senza sole senza vento,
secca
la memoria lacrimosa si allontana
dalla bianca mattonella sporca
macchia.
Fu d’inverno che successe?
come gira il compasso cuore
amore
come bela la neve e balla…e balla
che appena disciolta ci tocca appena
e stringo e stringimi
la mano che morbida assenza sboccia
di gioia
e d’aria buona tra le labbra ,
dolce amaro amore
che tra le dita si macchia
amore.
Quinto canto di dicembre
Tu chiaro preciso unico
rossa è la tua ragione.
Io sola,
inclinata sull’orlo
spenta gola di fiato e sangue
affondo
e di me non resta che miniatura impura.
Quarto canto di dicembre
Avere forma esatta, precisa
occorreva.
Perdere e ricominciare
per una giusta misura,
per una cosa ben fatta
per non avere più paura,
la tua pelle ora è nella mia
dolce come neve.
Nuda nei fianchi e nel cuore
il mio bene è canestro
per ogni tua caduta
Virgola la luna
scimmiottando l’onda,
spruzza di verde marino
tutto il buio che resta.
Terzo canto di dicembre

I nodi di rame
sciogli
mentre cammini sopra
foreste di fili
e lo scintillio è lo stesso del sole.
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