sperimentando
…e come stai? – gli dico
non male. – mi dice
così brucianti questi istanti di detestabile silenzio -penso io
perché non riusciamo parlare? – gli dico
non lo so, forse perchè non c’e nulla da dire. – mi dice
ok, hai ragione. – gli dico
Hai un carattere strano, sai?, sempre lì a scavare,
scavare intorno le cose…dentro le cose
a farci dei buchi, quasi ci fosse
qualche cosa dentro – mi dice
è una tua teoria? – gli dico
e tu sai sempre tutto… – mi dice
Sei sempre pessimo -penso.
Senza titolo
Come posso sapere della tua fame
sei cosi estroflesso nella tua ansia
e le viscere contratte non te le perdono.
Sottilmente separato
il mondo tace
si trucca da prete e sulle canoniche pulite
vi disegna hall d’albergo.
Lucida il pomo d’ottone
il prezioso uovo
troneggia diritto
guarda
a centinaia di chilometri
lontano.
Se trovassi una distesa
uno specchio mobile sul quale indugiare
mi farei strappare tutte le ragnatele
a prezzo modico.
Goccia dopo goccia
Per molto tempo
l’ultima cosa che ho pianto
era per finzione poetica.
Tra due virgole
l’amore era un immenso cervello ripiegato
un arcolaio concettuale
ciclico
e rassicurante.
Mi sono imbevuta e ho bevuto
sfingi e violini
gli antichi tagli vibravano e pulsavano
come musica jazz.
Buio dopo buio
questa mia voce si è consumata
piccola candela.
La vedo scigliersi
goccia dopo goccia
irregolare.
l’Allocco
C’e un Allocco che ogni notte è qui
è qui ogni notte a mezzanotte
- la sua incuria è proverbiale-
proverbiale
come quella di un uomo.
Dategli una femmina
una femmina col ventre ondulato
un soffice nido di gioie
- fiore bianco da sfogliare.-
Conduceteli sul campo parlante
vi farà scivolare l’artiglio affilato
affilato e fecondo come la spiga di grano.
Il suo canto modulato
la spaccherà come il legno
e come il legno brucerà e crepiterà di lato
- scintille per un piccolo Dio.-
C’e un Allocco qui ogni mattina
ogni mattina infligge amore
con l’artiglio adorato.
Adorato
come la mano di un uomo.
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poesie in versi