Una donna, dalla propria tazza
succhiava fino in fondo
la sua ultima  lacrima.

(Una lacrima succhiavo
ieri notte)

Non aveva dovuto figurarsi
sgorbio di riflesso
nella notte.
Lei quella notte era perfetta.

La lampada
impiantata nel cuore
corteggiava la falena lunare
come una puttana triste.

Il cielo deserto era spezzato di stelle
l’onda cullava l’amo invitante
i sogni
pesci volanti appena abbozzati.

(Una lacrima succhiavo
ieri notte)

Un conteggio tristemente ricorrente

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