Senza titolo

Come posso sapere della tua fame
sei cosi estroflesso nella tua ansia
e le viscere contratte non te le  perdono.

Sottilmente separato
il  mondo tace
si trucca da prete e sulle canoniche pulite
vi disegna hall d’albergo.

Lucida il pomo d’ottone
il prezioso uovo
troneggia  diritto
guarda
a centinaia di chilometri
lontano.

Se trovassi una distesa
uno specchio mobile sul quale indugiare
mi farei strappare tutte le ragnatele
a prezzo modico.