Regina antica

Il mio cuore disorientato
è la mia immagine
una furia
che supplica in silenzio.
La testa sulla ciotola è di vetro.

La regina antica è qui
troneggia ogni notte
guarda queste mani fermentare
legate e bianche come il pane.

Chi insegue conigli senza armi
è un mostro
una nuvola
ha modi inafferrabili
sguazza tra fosse di calce viva
e fumo di cipressi odorosi
Nesuno lo ferma.

Dondolano le seducenti aurore
lente ancheggiano
sono per mille e mille giorni adorati.
Ma non per me.

L’acqua s’attorciglia
fugge  come un liquido incostante
si porta via una lacrima
nella corrente.

Da questa piccola luna acida
spunta la gemma velenosa.
Il pensiero coscente scintilla infelice
candido
come l’ossido di piombo.