L’ultimo dono assoluto

Ripongo l’ultima lingua ossidata.
Il giudizio e la perdita
hanno pensieri propri
non possono rinchiudere il mare
in una scatola.

I singhiozzi che sollevano i seni
spezzano gli oggetti
segnano grafici e diagrammi.
Il mio cuore  batte
batte ancora
pulsa dove la carne ha poco spessore.

Questo corpo
questo sacco di ragnatele
ha sperato nell’accoglienza del palmo
della mano.
Hai sorriso
mentre mi rubavi gli occhi
e le parole.

Ho generato un altro errore
un fuoco
una larva
una schiava che veglia le sue stesse ossa.
Solo il tuo canto
era un dono assoluto.