Sono qui. Sono sempre qui
occhi e respiro
ogni ultima cosa
qui mi tiene il cucchiaio, la pietra, la polvere.

Con il pianto o la rugiada
la semplice fila di parole piene
diventa il limite
di questa notte
taciturna come una faina .

Labile, ondivago, effimero
è il lato dell’abisso,
è una scatola guasta che fuggo
con la bocca del cuore
sul foglio.