Aggroviglio fogli bianchi come angeli
un the caldo, una zolletta candida
giro la mano su questa palude.
 
Giovedì ho chiuso la scatola, ora lumache
viscide e pecore lanose
vi saltano dentro come pop-corn impazzito,

ancora non dormono.
Masticherò la brezza, ma
sarà per poco

ho una pelle da spremere
gialla e succosa come scorza di limone.
I pezzi di carta volano, stracciati gigli

ondeggiano e pulsano
sulla scia della mia  stella che si spegne.