Il mio giudizio? Fango.
E gli occhi? Convesse fessure muschiate.
L’infezione mi vive nel cuore, si scioglie con le lenti,

il fiato, la bocca. I denti molli
schiacciano delusioni come scarabei.

L’aria è calda, è fredda
la voce di latta canta una lingua levigata.
Mi sono persa, persa dentro questo tempo

che ondeggia paurosamente
e io con lui.

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Un pensiero su “

  1. Queste poesie sono meravigliose!Complimenti di cuore,poi ti piace Sylvia Plath…bhè, si vede!Cristina(giusto?),io curo una blog vetrina per poeti in guerra,”Budapest e le amanti” che sta andando molto bene,sarebbe un onore averti fra gli autori.Fai un giro sul sito(se non trovi l’indirizzo basta che su Google clicchi Budapest-amanti,o Budapest-poesia),se il clima ti piace,mandami pure via mail alcune tue liriche,te le pubblico tutte!Complimenti ancora,spero a presto!
    Fabio Paolo Costanza

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