La fossa è fredda, rossa. E’ a misura.
Una gola spalancata che inghiotte anime
come grilli.

Il vento la penetra come un amante
le bianche radici puritane
mostrano denti guasti e ingioiellati

simili a piccoli soli.
I’osso riconosce l’ultima casa, con ancora
tutta la carne addosso

l’illusione è un orologio inesatto
in mezzo alle nuvole cambia colore, vaneggia
mentre osserva il coricarsi del viaggiatore

nell’esiguo rettangolo.
Gelida certezza e gelido il raggiungimento
di una qualsiasi destinazione,

di vivere in un luogo
con nient’altro che garofani addosso.