La mia testa contiene un piccolo mostro
e il cuore è il suo tentacolo pulsante,

il sesso è un vaso sbeccato con prospettive
variabili. Svuotato

dalle due fessure intermittenti la vita
infuria. E’ senza ricorso.

Imballo la luna, spengo le stelle
il sole ingabbiato tra i capelli è irrecuperabile!,

mia madre non mi porge più favi e miele per colazione.
Sono sola,sola in un oscuro paradiso di formiche,

respiro le mie stesse sofferenze dalle narici altrui
odo lo stesso grido alzarsi da mille deserti assoluti,

poi urla… urla.
E io, che mi pensavo muta, non smetto di più parlare.