L’occhio affamato divora di tutto
per un tozzo di sorriso, e i resti

sono briciole scadenti.
Sbuccio via la tua immagine seghettando

la linea cupa dell’orizzonte. Come volevo credere
nella tua mistica tenerezza e in ciò

che ti azzurrava, nel silenzio.
I fiori gialli, enormi, sono ricolmi d’api

nella giungla estiva
le molte donne con la faccia di selce

rintoccano minutissimi richiami corolla dopo corolla.
C’era un solo cielo e una sola occasione.

Le strisce d’orzo sbattono le ali ambrate
mentre il corvo nero attende ordini

è pronto ad andare oltre la felicità.

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