Ristagno di vento:
sul melo ronza una mosca infernale.
Oltre, non so guardare

Pende il cappio, si torce come un rettile
mi osserva sgualcire
ha una pelle che sotto le unghie scricchiola
è compiacente.

Lo schiocco non mi spaventa, pare un sorriso
l’eco rintocca come una coppa
ricolma di vermi (a centinaia da sotto i sassi)
puntano diritti verso il cuore.

Lo sommergeranno.
Io intanto oscillo…oscillo…oscillo.

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