La maschera è appesa,
una crepa bagnata le incide la guancia.

Necessario è buttarla via. Necessario è farlo davvero!
Dimenticare l’orbita profonda e palpitante

come una creatura viva.
Millimetri e millimetri non mi concederà,

le mani ho già nascosto, coi favori eterni
regalati alle pulci.

La valle del perdono si è persa, ristretta
come una strada poco frequentata,dentro quella pupilla

mi sono già perduta mille volte, e mille altre ancora.
Sfugge un fiotto di pianto nello scuro.

Acida debolezza,piccola sofferenza,beffa implacabile  
hai le fauci aperte come un forno.

Mi macinerei il cuore, per farti farina.
 

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