Il suo cuore amputato è guarito, rigenerato,
ne avverto il palpito glaciale.

Non ho più nulla da dare, il silenzio
s’è adeguato alla costante, è a sua misura,

ne deglutisco un poco ogni sera, come una spezia,
come un biscotto.

Le notti non somigliano più alle mattine,
e le mattine sono più  piatte e più vaste delle notti

il becco ambrato del gallo non l’ho più sentito
solo la falena argentata canta,
 di tanto in tanto,taciti requiem.

Si riempiono le grondaie degli occhi in quei momenti
transitori, quando la bava di seta sul petto si strappa

con uno strap sonoro. Ho imparato a bocca
chiusa l’arte del silenzio.

Colui che è per metà carne e per metà metallo, continua a giocare.