Vivere nello scuro
con nient’altro che il nero-fumo addosso,
il più profondo che le ciglia conoscono,

e il più rapido battito, testa corpo
mani, che non vedo
-le mie mani non vedo- tenerissime

queste mani come rami, come foglie di giaciglio
al sicuro e nerissime.Io feto che galleggia
senza pietre sul petto

scuro canale di parto
e i capelli neri  fili -neri tralci- sudaticci
di ombre boschive cosi’fresche,impenetrabile
al sicuro…

avviluppata e non premiata…
condannata, forse.