Mi piaceva quella sua testa cava,
quando dal nulla germogliava
come in verdi ciuffi.

(Il passato è passato. E’ passato!…  – penso)

Da dentro quella strana tazza
le cose irreali  s’accoppiavano
con le cose qualunque e poi volavano
in canti di rondine.

(Coraggio, sono a buon punto. A buon punto di che?
Ne sto parlando al passato, quindi sono a buon punto! -mi dico)

Anche per questo, mi pareva così strano
e distrattamente bello, irraggiungibile,
inmenso…

(Il mio interesse infondo, è solo momentaneo…
transitorio – mi ripeto)

In queste strane storie c’entra la testa,
un po’il cuore e forse un’ombra di sesso 

… a ben pensarci è buffo, io che scrivo e lui che non legge.
Fa proprio riedere, no?