Non risorgerai dal tempo,
dalla luna, dalle cose comuni
dallo scuro bordo degli occhi
-dai sogni l’oro non esce-

Il  tuo tepore
è dentro le mie vene di vetro
galleggia grazioso
avvolgendomi  come un pesce
come una serpe.

Dal largo orizzonte
l’ombra del cielo pettinato
si addormenta
nella conchiglia della mia  mano.

Tutto finisce o inizia qui
con la minuscola onda che tocca
lo spicchio-ferita
e le ciglia d’ombra e di luce riflesse

a fermare questa mossa acqua di mare

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