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Un silenzio di pece bianca
mi scende sul collo come una benda,
l’urlo è acqua dolce
tra lingue di sale

Sogno, sporca illusione
sei stato partorito morto
e le ciglia sbattute dal vento
fingono  felicità nelle tante stazioni
per le  lacrime.

E’ di una tenerezza infame
questi bianco rappreso
mentre abortisce particelle d’amore
sui binari, tra i finestrini sigillati
e fin dentro ventre rosso della notte.

Porcellana incrinata, sterile bricco di carne
sei un peccato dal misto sapore,
notte dopo notte, rifulgerai altrove.