Scioccamente si trascina
fino al confine, fino alla patria dei morti
e un coro di vetri e nervi l’accoglie

Festa grande, magica Dea
festosi gli spazi, oziose le forme
tu cerbiatta, tu carnosa dondolanza

Odora la tua luna buffona,
è facile è semplice
tu sei una stanta, sei pura pelle di Dio

In solerzie ritmate,
sciacqui le boccucce poetiche
computi sillabe accoppiate
tra i vanitosi broccoli bruni

Nuova forza, nuova ironia
nuovo canto e tentazione

viva lo zelo inventa-preghare
viva lo sbadiglio o fata-ignorante

mentre l’inutile
in strofe polimetre, uccide la notte..

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3 pensieri su “Alle poetesse ridicole (o alle sante presunte)

  1. uhm…interessante…
    spero di non essere una poetessa ridicola…forse un pochino…
    boh…mica mi sento poetessa…anzi..scribacchina si.

    Mi ero già prefissata di girottolare nel tuo blog…
    🙂 lo faccio con piacere…devi essere un tipino tosto…
    io son vecchia …mi raccomando con le mazzate vacci piano.

    buona serata
    vento

    Mi piace

  2. Ciao semprevento
    🙂 non credo proprio tu sua una poetessa ridicola, lo era una che conoscevo:-).
    Questa “orrenda ” ma terapeutica poesia, l’ho riciclata da poco, senza correggerla…difatti risulta un tantinello claudicante.
    Se anche tu scrivi, perche’ non dai un’occhiata al mio multiblog :http://www.poesieinversi.it/. e magari…partecipi alla nostra ultima iniziativa?
    Ti aspetto

    Cristina D.

    ps: non sono di primo pelo neppure io:-)

    Mi piace

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