Tutte le stelle scommisero
che il vuoto vivo
mi avrebbe ingoiata.

Era nella sua usanza,
la morte del fiore;

era nella sua danza
mostrare misere carni
ingegnose.

Contro tutte quelle povere paure
la mia testa sonnecchiosa
scivolava verso il fosso.

Il soldatino insonne
spietatamente spartiva
l’infinito e il confine.

Non mi esento’ mai
dal bastone o dalla bastonate.