Dietro i casuali abbandoni
risiedono mille attimi impazienti,
ma la  verità era pazienza, vera pazienza
in stretto lutto

Ora la luce è spenta;
il sorvegliante veglia la sua chiesa
carezzando tutte le  madonne
dagli occhi di giada

L’invisibile in faccia non guarda
ma condensa nella noia ogni goccia di sangue.

Che non sciupi la luce del suo unico occhio
tra il rosso sfiorito o in questa croce di ferro

I mendicanti come me, non sono che allucinati passeri,
attendono sulle porte delle catterdali
le ultime briciole di ostie;

hanno capito che l’amore e non il dolore,
è un’attualità insostenibile.