Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

L’ho servito quando urlava e piangeva
quando picchiava il mio nome
come paglia,

d’inverno

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Ho volato dal ponte, in braccio al vento
nessuno mi ha fermata, neppure
l’odore delle mie 70 piccole ferite;
arabesco della carne ,

d’estate

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Dalle fenditure della pelle
nelle scuarciate ferite ne uscii
riavvolta,
muta, senza parola,

d’autunno

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Comodamente nascosto
ancora con l’ago mi cuce.
Comodamente col cervello
ubriaco sotto il cielo curvo
mi taglia.

Ho servito il mio padrone
come una condannata a morte:
in 70 pezzetti mi ha tagliata.

Si toglie il sangue dalle dita
si toglie pezzi di me…con una lurida spugna.