Adamo ed Eva?

Mi sono sempre meravigliata come il genere umano, formato da entità diverse maschili e femminili,  possa racchiudere in se’ mondi tanto diversi e dissimili tra loro.-

I maschietti sono logici, freddi, padroni delle loro azioni, concentrati nello sviluppo del SEattraverso il lavoro o il successo, le femminucce invece, più soggette a sbalzi chimico-umorali-ormonali,  troppo spesso insicure e abbisognose di un soggetto-padre-custode-sostegno sul quale aviticciarsi.
Donna edera dicevo, donna di carne, sola, castrata-castrante facilmente infelice, rabbiosa e in perenne conflitto col suo traliccio-uomo-padre-mito.
Ho esagerato? si, un pochino ma…mica tanto!
Comunque sia, questa è la buffa storia di un traliccio-uomo-albero di nome Adamo e di una Eva incontrata per caso in un giorno di primavera.


Ma andiamo per ordine.
Adamo è prima di tutto un ominide.
E’ forte; è potente, anche se tarchiatello.
E’ pelaticcio (una sorta di Yul Brinner italico), sempre deciso su tutto: insomma, un tipetto tosto, intellettualmente attraente ( come piace tanto alle donne).
Coltiva con straordinario successo ( potrebbe essere altrimenti?) un fazzoletto di terra residuo dell’ex paradiso terrestre, in condivisione con quel “copare serpente” di bibblica memoria ( quello della mela insomma).
Essendo un tipetto tosto (Eva lo definirà “zuccone”) è dotato di una cattiveria proverbiale; vanitoso quanto uno struzzo arrapato, si vanta di sapere sempre tutto, ben piu’ del mago Otelma!
In quelle miserevoli condizioni e per sopravvivere alla valanga di emozioni che si porta addosso (pare per colpa della sua prima “avventura” con una Eva ics-ipsilon) ha eliminato dall’animo ogni traccia di umanità & pazienza, tolleranza & amore,per  dedicarsi cuore (?) ed anima(?) alla coltivazione intensiva di mele perfettamente quadrate (ne controlla gli angoli tutti i giorni: l’imperfezione non è ammessa!) con risultati stupefacenti.
Non finirò mai di sottolineare quanto questo Adamo sia un tipetto quadrato, perfettino, razionale, ossessivo e per questo, scialbo.
Come ogni paranoico che si rispetti deve necessariamente avere tutto sotto controllo e comandare a bacchetta chiunque si metta in relazione con lui o gli viene l’asma bronchiale, la bronchite catarrale, la colite acuta, l’infarto al ventricolo sinistro del miocardio destro, capogiori a non finire, sinusite, otite, rabbia marina & silvestre e  via discorrendo:‘nsomma, na traggedia nella traggedia! come direbbe Aldo Fabrizi.
Comunque sia  ora e’ stanco di quella perfetta e smisurata solitudine; eppoi, avendo a disposizione molti frutti perfetti  ma poca fame, ha deciso essere giunto il momento di ri-con-dividere quel ben-di-Adamo con un altro essere vivente che non sia un bacarozzo, possibilmente di sesso diverso e naturalmente…disponibile.
-Bhe, di Eve è pieno il mondo- pensa sfregandosi le piccole mani grassocce dalle lunghe unghie da toporagno.
Il Paradiso terrestre si sa’, è grande è lussureggiante è caldo come una torta appena fatta; è pure pieno di scimmie mosche vermi oche serpenti e tentazioni, ma il nostro Adamo è un soggetto pigro, molto pigro, eppoi non saprebbe distinguere una marmotta da un coniglio, quindi decide di aspettare “l’amore della sua vita “seduto  all’ombra di uno sferico Baobab dalle foglie ri-go-ro-sa-men-te rotonde.
Passano i giorni, passano i mesi e infine passano pure gli anni.

Molte Eve sono passate di li’…ma proprio tante.
Ma… ma.. ma…una era troppo intelligente, l’altra troppo scema o troppo furba, tre troppo secche, sei troppo more o poco bionde, due insipide, poi parlavano troppo: impossibile andarci d’accordo!
Poi un giorno, in-sul-far-della-sera, direbbe il Manzoni, una bassetta, insipida  sagoma femminile si materializza davanti alla sua porta di canne e fango.
-Eppermesso?
-Io mi chiamo Eva e mi sono persa. Sa dirmi dove mi trovo perpiacere?
L’ominide improvvisamente ha uno scossone, dalla posizione a testa in giu’ stupisce rovinosamente a terra (ovviamente su un pavimento di terra battuta lucidato a specchio)
-Eccola- è l‘Eva-che-aspettavoooooo!!!!- elabora il suo microicevello in un istante di gioia stupefatta.
E che ci vuole a pigliarsi questa! la prendo per i capelli, la trascino sotto il Baobab panzuto e  zap-zap, via, fatto! -pensa.

-Sberle e banana perdinci e il corteggiamento è bello che concluso – IO, SONO Il MASCHIO DIMINANTE, cribbio!- confabula  arrapato mentre la vizza foglia di fico, vecchia di qualche anno e poggiata malamente sulle pudibonda, balla il cha-cha-cha.
Come tutti sanno, tra il dire ed il fare c’e di mezzo il….

Non è cosi’ facile convincere una Eva a farsi acchiappare;  men che meno strapazzare, figurarsi a  fare zap-zap con una banana.
Eppoi, diciamocela tutta: questo Adamo bello non e’, aitante neppure; anche possiede una voce melodiosa che incanta quanto un serpente a sonagli, non è mica sufficiente… in certi casi.
Poi un’idea lo infiamma come un cerino per pipa.
Un regalo!
Ecco l’idea geniale.

Un premio a quella Lei così gentile, obbediente, mite, arrendevole, curiosa (almeno a prima vista) ma…soprattutto inetta che gli sta di fronte.
Balbetta due stupidate degne del serpente e, sgranado due piccoli occhietti neri semi -nascosti dietro due spessi tappi di bottiglia, spara la cazzata per la quale verrà ricordato nei secoli dei secoli : Tho, prendi – cinguetta, poggiando un cubo rosso sulla piccola mano di lei.

– Questo è il frutto del mio lavoro: IO te lo concedo: IO te lo regalo.Prendilo, fanne ciò che vuoi-

La nostra piccola Eva stupefatta, arrossisce come una bambina golosa. E’ talmente orgogliosa che quel puffo-traliccio così ….cosi’…straordinario, la ritenga degna di ricevere una parte di quel SE cosi’ importante.
Caspiterina: Adamo le regala una parte del suo lavoro! Non so se rendo l’idea!
Ma… mamma Natura le ha insegnato ad esere prudente, cosi’ prima osserva, poi annusa  tocca sfiora, alla fine si decide e affonda un morso sul lato B, poi un altro su lato C
Il sapore è acidulo ma ottimo.
-Che bello..che buono…che perfettoooo ed è miooooo, tutto per meeeeeee!!!- pensa l’ingenua saltellando felice
Per la prima volta  riceve un regalo senza dare nulla in cambio, neppure un bacetto, una toccatina, un congiungimento carnale.
Giunta al torsolo riapre gli occhi socchiusi per il  piacere e scorge il siur Adamoosservarla esterrefatto.
Orrore & abominio, invece di leccare le estremita’ puntute del cubo rubinazzo, questa  STUPIDISSIMA  femmina si sgranocchia  il suo lavoro, cribbio!
– E’ come tutte  le altre!  pensa arrabbiatissimo.
Pazza incoscente!
Con fulmineo quanto inaspettato colpo di mano, si riprende il torsolo.
Scema di una Eva, ma come hai fatto a non capire: il frutto non era edibile ma solamente ammirabile, al massimo annusabile, leccabile, strusciabile.
Lo doveva osservare con religiosa prudenza, esibire e difendere dagli insettucci golosi, dalla altre Eve al bisogno …ma  mai e poi mai farlo suo!
Come potere constatare, uomini e donne hanno diversi strati nei quali impantanare la poca comprensione del mondo, di se stessi e dello spazio che condividono.
Al colmo dello stress, la nostra sciocca protagonista da prima stupisce, poi irrita, alla fine esplode.
Come la gran parte delle sue consorelle, disprezza l’inutile violenza , (non essendo in grado di esibirsi in performance da ring) istintivamente opta per uno sfogo teatral-emotiovo, ovvero inizia a piangere a fontanella.
Badate bene, apre le cataratte non per generare tenerezza, pena o rincoglionimento dell’intelettual-traliccio dall’ego megalitico, ma come manifestazione di impotenza verso quella forma di violenza culinaria o fraintendimento palesi: meglio frignare che menare…giusto?
A questo punto, il becero coltivatore diretto mosso a pietà-tenerezza-senso di protezione-colpa- rimembranza-materna ecc, cambia tono e con una non-chalance degna di un talBerlusconi aggiunge: -Vieni, vieni qui a visitare il mio bel meleto. Guarda, guarda, quanto è bello; annusa questa melina cubica: è buona ! Ammira la mia mastodontica bravura, desiderala, sbava ma non toccarla mai: qui non c’e nulla di tuo. E’ tutto mio, te capi’ ?
– RISPETTO ue’! é chiaro stu fattu?

Eva a questo punto è spiazzata.

Maccome, prima….ora invece…ma come si fa’ ad annusate e non mangiare?
La testolina bionda  frulla come il mulino a vento della Disney mentre ricorda una massima popolare di lapidaria saggezza materna“contadino: scarpe grosse ma cervello fino… “.
Passano i giorni, passano i mesi, smagrita a dismisura, in preda ad un raptus logorroico la nostra Eva esplode: basta, basta basta !urla, non ne puo’ piu’ di quell’essere assurdo ed egocentrico quanto una foresta di lupini.

Cosi’, in un giorno d’estate col sole a picco, raggruppa le sue 4 cose mandando a fc Adamo, il baobab, il serpente e tutto quel condominio di quadrate e  purpuree paranoie.  Punta verso il primo dinosauro-porto disponibile e si imbarca su di un triceratopo volante… direzione, Ibiza

Come disse J.Donne: La nostra pace, il denaro, l’onore e il nostro giorno, questo noi pagheremo, per questa vana ombra di una bolla d’aria?