Ci vorrebbe compassione per quelle miserie
maestre nelle sottrazioni
ambigue e incarnate in volti
una volta quieti.

Ci vorrebbe pietà
per la quella storpia scia di verità
mossa da una lurida lingua e
dalle sue immagini volgari.

Osservo la tela del triangolo
osservo le tre facce prima dell’ultima parola
e benedetto sia il mio cervello
che mi da volontà,
e benedetta sia la mia bocca
che genera ancora verità e forza.

Ora il sigillo
è opposto alla vostra carne
e vi mostra le chiavi a cui tutto torna

Sono nuova adesso
capace di qualsiasi invenzione
e non c’e nulla
nulla che non possa essere

io filo, io trama e ordito d’arcobaleno,
io arcolaio nella notte,
pugnale che incide la sua lezione

Il disgusto, il giudizio, la putrefazione
li avete ricamati addosso
posati tra le vostre cosce
nell’urina chiazzata di sangue

dove mie nocche scricchioleranno
come corteccia di salice,
dove le mie unghie feriranno come reliquie
le vostre zampe cespugliose

Ecco il mio avvertimento
ecco la mia parola prima della vostra parola,
e ancor prima di udire un vostro vagito
godrò …della vostra fine

con tutte le mie antenne