Ho provato terrore
accettando tutte le sue abitudini

Avrebbe potuto o voluto uccidermi
che questo era il mio destino

ma c’erano troppi dolci richiami
tra i miei versi, troppi “si “irrispettosi

in quei dolori
a cui dare assistenza.

Gli amici andavano e venivano…
ci portavano gocce di pioggia
come lune

per la luce di un attimo
ho amato in silenzio quei  mattini
di rabbiosa bambina, che rabbiosa

sorrideva
per una lingua di saluto
per un respiro di quel suo fiato,

della carezza incerta dell’odio

sottovuoto e svuotato, su di mè
che mi prendeva e riperdeva, ritrovava
in alternativa, senza precedenti o preconcetti

lentamente, ma intatta

sempre.