Dedicata agli  amori perduti

Prologo : Nell’ anno che segui’
l’ingranaggio macino’ e macino’ fino;
ancora un poco grido’ l’allarme.
Oggi tenderei le mani
incrocerei le dita
pur di ascoltare il disadorno piacere
di quel suo roschiar di lepre.
E mi domando se esiste gloria
o nuova diffidenza
tra il  mal-vederci
e questo andare su e giu’ senza fine
Schivi e servi
agganciati alla carcassa
obliteriamo ogni nuovo passo
come buono e giusto
ed a nulla vale  se, su queste mani
bianche di trapasso
celebro ammenda analfabeta
o puro gesto in lontananza
se sempre rivivo l’anno del terrore
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