Dopo che fu’ immediatamente calato
lo tenni tra le braccia, morto
ancora un poco.

Imbronciata con la carne in girotondo
non gli chiesi avvelenata altre premure.
Tra rossi rosari nessuno mi rese ragione
e di quella disperata bega
conservo senso odiato
Senza orecchie e fiorita, forse impigliata nel
lato debole, forte dei forse
per le piccole finestre, forse
delle sue intelligenze
la mia anima attense del levatoio
il giuogo severo
Ma il vento veloce non volò sui confini
ne il sole fiammeggiò denso
sulla sua alta fronte,
fuggi’  in guerra
scordandosi di ogni mia stagione
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